EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)
L’esposizione ad eventi stressanti riveste un ruolo fondamentale nell’esordio di numerose psicopatologie,
soprattutto se sono presenti fattori psicosociali e di vulnerabilità genetica, come sostiene la teoria dell’origine
multifattoriale dei disturbi mentali. l’EMDR è un trattamento evidence- based riconosciuto dal’APA e
dall’OMS come uno dei modelli più efficaci nell’elaborazione degli eventi traumatici.
Nasce nel 1987 a seguito della scoperta degli effetti dei movimenti oculari spontanei (Francine Shapiro).
Negli ultimi 25 anni, l’EMDR è diventato un approccio alla psicoterapia oggetto di approfondite ed estese ricerche che ne hanno
dimostrato l’efficacia nel trattamento del trauma.
Consiste in una metodologia complessa, applicabile ad una vasta gamma di disturbi.
Distinguiamo tra traumi “T” e traumi “t”. Si intendono traumi t gli eventi relazionali che non rappresentano una minaccia all’integrità fisica (gravi lesioni, torture, violenza sessuale)
propria o delle persone care, bensì una minaccia alla rappresentazione del sé.
Risultano altamente disturbanti e sono spesso ripetuti e imprevedibili rispetto a tempi e conseguenze.
Questi eventi sembrano particolarmente presenti durante lo sviluppo, fase in cui prendono la forma di trascuratezza, ostilità, impotenza, violenza assistita, assenza, imprevedibilità e ambiguità nelle risposte, disregolazione emotiva, abuso emotivo, violenza fisica e/o emotiva da parte dei caregivers (Zaccagnino,2019).
I Traumi con la T sono quelli che includono disastri naturali (es. terremoti, inondazioni)
o disastri provocati dall’uomo (incidenti, violenze, abusi) che le persone hanno subìto oppure cui abbiano
assistito.
Dopo il lavoro con l’EMDR i pazienti ricordano ancora l’evento o l’esperienza ma sentono che fa parte del passato ed il contenuto è integrato in una prospettiva più funzionale. Traumi o perdite non risolti possono inibire la normale elaborazione dei ricordi interferendo con i meccanismi di registrazione e immagazzinamento delle informazioni.
A volte, il ricordo della situazione traumatizzante o stressante rimane immagazzinato nel cervello così come è stato vissuto; in questi casi si continua a provare rabbia, rancore, dolore o altre emozioni riguardo a venti accaduti anche molti anni prima: il tempo non sempre riesce a guarire tutte le ferite. L’EMDR stimola e riattiva le capacità innate di elaborazione dell’informazione, così da attenuare la carica emotiva negativa di esperienze che possono essere traumatiche per il soggetto e utilizzare l’esperienza in modo costruttivo.
Tale meccanismo lo chiamiamo “risoluzione adattiva” e contribuisce a quella che in letteratura viene chiamata “crescita post traumatica”.
Senza la capacità di rielaborare eventi dolorosi e traumatici non c’è salute mentale. (Isabel Fernandez,2012).